I designer sono quelli che prendono le rivoluzioni e le fanno diventare oggetto

Così ha iniziato Paola Antonelli, Senior Curator della sezione architettura e design e Direttore della Ricerca e Sviluppo del MOMA di New York, all’evento promosso da Meet The Media Guru  svoltosi a Milano lo scorso 10 Aprile.

paola antonelliA MtMG Paola Antonelli ha raccontato la sua esperienza al MoMa e le sue riflessione su come stanno cambiando i musei e gli eventi culturali.  In un mondo sempre più digitale  infatti stanno mutando i modelli di fruizione, il pubblico richiede più partecipazione e interattività e gli artisti scoprono nuovi linguaggi.  Ecco infatti che il succo del tema dell’evento era proprio focalizzato su questa nuova modalità di utilizzo degli strumenti digitali.

Paola Antonelli, the curious octopus come è soprannominata in America, ha raccontato di come i designer del momento stanno utilizzando sempre più gli strumenti che la tecnologia offre, in maniera creativa, innovativa e particolare. Dando vita a oggetti che possono sembrare fantascientifici, ma attenzione che “la differenza tra la fantascienza e il design é la plausibilità!

munari

Un paragone nasce spontaneo: i designer contemporanei stanno utilizzando lo stesso approccio all’arte che nel 1900 era stato il punto di forza di Bruno Munari. Munari infatti aveva strumenti tecnologici differenti, fotocopiatrici e proiettori di diapositive che a noi adesso non sembrano neanche tecnologici, ma ugualmente provava a sfruttarli in modo creativo: oggetti colorati in movimento sulla lastra della fotocopiatrice per realizzare “serografie originali”, piume, cellophane colorato, pelle di cipolla all’interno dei vetrini delle diapositive per creare le “proiezioni dirette”, affascinanti quadri luminosi.

Molti “movimenti artistici” partono dalla stessa idea: è possibile utilizzare gli strumenti comuni, gli oggetti di tutti i giorni unendoli alla tecnologia e ad un pizzico di creatività per creare grandi innovazioni, che possono spingersi anche oltre la semplice arte e diventare oggetti di reale utilizzo.

Come l’arte, che da sempre è stata, nel suo significato più sublime,  solo l’espressione estetica dell’interiorità umana, e che adesso sta prendendo nuove strade, sta aprendosi al cambiamento, pur rimanendo la stessa di sempre, così dovrebbe fare la ricerca di mercato: modificarsi, adattarsi ai cambiamenti del mondo, all’evoluzione. Riuscire a sfruttare le innovazioni tecnologiche in maniera creativa e innovativa, mantenendo allo stesso tempo le classicità e le tradizioni che da sempre la contraddistinguono.